| Escursioni
Posto a dominio di un vasto orizzonte, a 3Km dalla Superstrada Sinnica,
il territorio di Latronico ha risorse ambientali eccezionali. Protetto
dalla mole rocciosa del Monte Alpi (1900 m) custodisce la quiete ombrosa
della "Faosa", il Malboschetto, regno di animali selvatici come il lupo. Numerose le fontanelle sugli itinerari montani, da Pianafiorita a Teduri, percorsi ideali per il trekking, il geotrekking, il trekking fotografico, le escursioni a piedi, a cavallo, in mountain bike. Qui, i visitatori, gli escursionisti, le scolaresche, accompagnati da guide esperte, possono effettuare escursioni giornaliere, visite guidate, campi scuola, percorsi natura.
Monte Alpi
Il monte Alpi e' un imponente calcareo mesozoico. Esso rappresenta una delle piu' spettacolari montagne dell'Appennino lucano in un contesto ambientale che ne esalta la bellezza. Il versante nord-occidentale presenta imponenti balzi di roccia, mentre i fianchi meridionali e orientali sono piu' dolci e coperti di faggete e cerrete. Il complesso montuoso dell'Alpi, per le sue caratteristiche naturalistiche e paesaggistiche
e' inserito nel perimetro del Parco nazionale del Pollino. Il piu' bello e importante ornamento del Monte Alpi
e' il Pino Loricato, vero e proprio monumento naturale botanico. La stazione di pini loricati di Monte Alpi risulta la piu' settentrionale d'Italia.
Faggeta
Il bosco comunale di Latronico detto Malboschetto, ha una superficie di circa 700 ha. Il bosco
e' ben strutturato con lo strato arboreo costituito esclusivamente da cerri alti fin quasi 30 metri.
e' ricco di fragole, funghi e more. Il delizioso faggeto si presta molto quale area picnic e quale area di refrigerio alla calura estiva.

Pesce Fossile
Visibile su una grossa lastra di pietra, poco lontano dal centro abitato, il fossile di un pesce costituisce una preziosa testimonianza di un ambiente marino particolare. Il fossile risale a 30 milioni di anni fa. Per alcuni anni
e' stato ritenuto un esemplare della famiglia dei pescespada, risalente al periodo del Miocene (25- 30 milioni di anni fa); ora gli studiosi sono concordi nel ritenere che si tratti di un Istioforide del genere Makaira, noto ai pescatori sportivi con il nome di Marlin.
Grotte di Calda
Le grotte situate in localita' "Calda" costituiscono una testimonianza fondamentale per lo studio della preistoria dell'Italia Meridionale, in particolare nel periodo compreso tra l'8.000 a. C. (Mesolitico) ed il 1300 a. C. (Eta' del Bronzo).Le prime indagini nelle grotte furono effettuate da Vittorio Di Cicco, allora Direttore del Museo di Potenza, nel 1912-13. I risultati furono pubblicati nel 1916 da parte di U. Rellini, eminente paletnologo dell'epoca e questa pubblicazione costituisce ancora oggi un caposaldo per la conoscenza della preistoria nell'Italia Meridionale. L'interpretazione che venne data di queste grotte
e' che esse siano state usate come depositi votivi collegati al culto delle acque, abbondanti in questo sito. Al di sotto della grotta grande sono state rinvenute alcune grotticelle sepolcrali, contenenti corredo appartenente alla civilta' del Gaudo (Campania), a testimonianza del fatto che la produzione ceramica aveva gia' determinati percorsi commerciali. Il nuovo metodo stratigrafico ha permesso di portare alla luce resti faunistici, di pasto e materiale ceramico che hanno dato la certezza del fatto che tutto il complesso avesse avuto la funzione anche di abitazione. Il materiale risale al Neolitico finale (cultura di Diana), prima eta' dei Metalli (culture di Laterza e del Gaudo), eta' del Bronzo (civilta' Appenninica).
Colle dei Greci
L'altura di Colle dei Greci, situata tra Latronico ed Episcopia,
e' stata oggetto di numerose campagne di scavo. Le indagini hanno messo in luce soltanto aree di necropoli, databili al VII - VI sec. a. C., per ora non sono state rinvenute tracce di abitato a cui le necropoli erano pertinenti. Tuttavia da quanto emerso si evince che l'area fosse occupata da gruppi indigeni di stirpe Enotria, gia' influenzati dalla cultura greca delle colonie d'Occidente e dagli Etruschi che avevano occupato la Campania. Infatti nelle tombe, tutte a fossa terragna,
sono presenti oltre a materiali indigeni, vasi di imitazione e
importazione greca, pertinenti alla pratica tipicamente greca del
simposio, cui si accompagnava il consumo di carni arrostite,
testimoniate dalla presenza di oggetti di bronzo come spiedi, alari ecc
.. Non mancano manufatti legati alla pratica della pastorizia (mestoli, colini, grattugie) e i tipicamente etruschi bacili "ad orlo perlinato". Questi prodotti giungono tramite le vie di comunicazione fluviali (a quell'epoca i fiumi, quindi il Sinni, erano navigabili) e terrestri tracciate anche oggi: la fondovalle Sinnica e la strada interna che giunge dal Vallo di Diano.
Il fiume Sinni
Il fiume Sinni attraversa con andamento ovest-est il territorio di Latronico dall'estremo angolo del bacino di Malboschetto fino all'imboccatura del torrente Fiumitello alla sua sinistra, e del vallone delle Mole alla sua destra. Esso costituisce un valido elemento per le escursioni. In alcuni tratti l'acqua scorre velocemente ed
e' popolata prevalentemente di trote; in altri il letto del fiume diventa ampio, la vegetazione cresce piu' rigogliosa. Camminando tra le spoglie verdi o sostando sui massi lungo il corso dell'acqua
e' possibile ammirare e imbattersi in specie animali rare come la lontra.
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